Maglia palermo calcio 2013

Ma la regola sugli Under 23 ha finito per diventare un altro autogol per il calcio cinese: nel 2017, infatti, sono stati molti i club che, partendo con un Under 23 in campo, lo sostituivano dopo 10-15 minuti. A partire da questi nuclei furono fondati i primi fan club juventini, si svolsero i primi gemellaggi e sorsero le prime rivalità con altre tifoserie. I pantaloncini da gioco sono generalmente bianchi o, più raramente, blu – in modo da avere un completo a tinta unita -, mentre i calzettoni, nei primi decenni composti da righe orizzontali biancoblù, con il tempo sono diventati prima blu con risvolti bianchi, poi monocromatici (blu o bianchi). Con il consolidamento dei flussi migratori interni avvenuti tra gli anni 1950 e i primi anni 1970 la Juventus sembrò rappresentare, attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore immigrato piemontese, mentre la tifoseria del Torino rimase legata all’ambiente culturale di marca prettamente torinese e cittadina. «Un fatto rilevante nella storia del calcio tra gli anni ’50 e ’60 del ‘900 fu la nascita delle tifoserie nazionali dei grandi club. Nel Piemonte i tifosi bianconeri e i fan club sono distribuiti in modo omogeneo sull’intero territorio, tranne nel Basso Monferrato e nell’Alba Langa, in cui il calcio è un fenomeno limitato, e nell’Alessandrino meridionale, in ragione al maggior influsso culturale ligure.

«La Juve è l’unica squadra i cui tifosi sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I’Inter, per esempio, siti maglie calcio replica riunisce in particolare quelli del Nord Italia. La creazione di un torneo unico per il calcio a cinque attirò anche un certo interesse dei media, in particolare dei giornalisti Raul Tabajara e José Antônio Inglêz, della Gazeta Esportiva, Inglêz è accreditato come il primo a coniare l’acronimo «Futsal» per definire tale sport. Anche nei precedenti impianti in cui la Fidanzata d’Italia disputò i suoi incontri casalinghi, erano in mostra sulle tribune molti vessilli caratteristici del bel paese. La squadra bianconera risulta essere la seconda nel Paese in termini di audience. Poi, nel 1976 troviamo insieme ai Panthers anche il gruppo organizzato Fossa dei Campioni (anch’esso nato intorno al club Primo Amore) capitanato da Antonio Marinaro anche chiamato «Jacky l’ultras». Lato ungherese, altresì, i magiari schieravano nove giocatori dell’Újpest; uno dei due non militanti in tale club era un promettente Ferenc Puskás, proveniente dall’Honvéd. La speranza è che la crisi finisca dove era iniziata: Dybala è partito per la Russia, dove raggiungerà il ritiro dell’Argentina per il doppio impegno amichevole. «Il mito bianconero si era ingigantito per l’ondata demografica proveniente dal Sud negli anni del miracolo economico, quando intere generazioni lasciarono i loro paesi, spinti dalle dinamiche dell’occupazione e dalla speranza di trovare nelle grandi città del Nord non solo nuove opportunità di lavoro, ma anche nuovi stili di vita.

Sita nel centro di Torino è anche piazza Castello, altro luogo di ritrovo per i festeggiamenti dei trionfi del club bianconero. In precedenza, la struttura di coordinamento organizzativo tra i club di simpatizzanti ufficialmente riconosciuti dalla Juventus aveva la denominazione di Centro Coordinamento Juventus Club DOC (CCJCD). Contemporaneamente fra i tifosi juventini si affermarono orientamenti anticampanilistici che fecero del club bianconero, secondo alcuni studiosi, un tassello nella formazione di un’identità e un’idea d’unità nazionale. Il Gruppo Storico Fighters o semplicemente Fighters fu fondato da Beppe Rossi, il personaggio più importante tra tifosi e ultrà, nell’anno successivo. Fin dalla nascita volutamente elitari, composti da una base di cinquanta ragazzi di Genova, dopo un periodo transitorio, con la nascita della sezione genovese dei Fighters i N.A.B. Genova, soprattutto, e di Pavia, trasferendosi in curva Nord per contrasti coi Fighters. Nel 1987, a causa degli scontri di Firenze con i tifosi della Fiorentina, il gruppo dei Fighters venne sciolto. Alla fine degli anni 1960 furono costituite le prime componenti del tifo organizzato, nella sua maggioranza di tendenza ultrà, che occupavano la Curva Sud dello stadio Comunale, punto di incontro della popolazione arrivata in città. Proprio da quest’ultimo club alcuni ragazzi, stanchi di doversi sempre difendere da soprusi e violenze varie in ogni parte d’Italia, si aggregano nella sede del club e fondano il club Panthers che sarà il primo gruppo ufficiale juventino nella balconata della curva.

Già nel 1973, in occasione della finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax al Marakana di Belgrado, il tifo juventino si rese protagonista di una grande trasferta con 50 000 bianconeri presenti. Comunque anche prima di loro non è che il tifo juventino sia stato così snob e poco audace come si diceva in giro in quel periodo, anche se è vero che in precedenza l’allestimento di scenografie avveniva solo in occasione di partite-clou, mentre coi Drughi in Sud e i Viking-Nab in Nord non è più così e si può contare su due curve ad alte capacità spettacolari. Inoltre, l’allora inedita serie di successi sportivi ottenuti dalla squadra durante la prima metà degli anni 1930 ispirò vari emigrati italiani a fondare numerose società sportive che, di riflesso, adottarono anche il nome e la simbologia della formazione torinese nelle Americhe, in Magreb, nei Balcani, nella Scandinavia e in Australia. Durante la prima metà degli anni 1980, si costituiscono numerosi altri gruppi di tifosi come Gioventù Bianconera, Area Bianconera, Indians (gruppo progenitore del Club Vecchia Guardia-Intoccabili) e il Viking (gruppo ultrà fondato a Milano). Hai ragione se newco1 fa sostanziosi aumenti di capitale nel corso degli anni newco2 va a pampinea…

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